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“...Come tutti i fuorigrottesi della mia generazione, nella mia infanzia e nella mia
giovinezza non ho visto altro che costruire. Ho assistito nel 1923 al completamento di
quel rione Duca d’Aosta che l’Istituto Case Popolari aveva iniziato nel 1910; ho assistito
nel 1927 all’ampliamento di Via Nuova Bagnoli compiuto dalla Società Edilizia Laziale; ho
assistito, nel 1930, alla realizzazione del Rione Miraglia, del nuovo Rione Agnano e del
Rione Laziale. Ho avuto anche la ventura di assistere a demolizioni come quelle resesi
necessarie nel 1920 per l’inizio dei lavori della costruzione della Direttissima, ma non
avrei mai creduto di dover assistere, in età matura, alla cancellazione di un intero
quartiere. A Fuorigrotta sopravviveva ancora, nei primi decenni del secolo, un’economia
agricola suburbana; e vi era anche un artigianato fiorentissimo: Via delle Terme, ora Via
Caio Duilio, Via Nuova Bagnoli, Via Castellano erano fiancheggiate da palazzi non certo
eleganti, ma abitati da gente laboriosa e che a quelle case era affezionata.
Mi sembra di rivederle, quelle case, e mi sembra di rivedere il trenino della Cumana che
attraversava, in superficie, piazza Flegrei; e mi sembra di rivedere il campo di atterraggio
dei dirigibili. Nel 1937, quando fu deciso di costruire la Mostra delle Terre Italiane
d’Oltremare, fu decretata la scomparsa di quel rione in cui ero nato. Ricordo la gente che
piangeva, ricordo i capannelli di coloro che protestavano. E ricordo come, nel 1938-39,
più volte dovettero intervenire i Carabinieri per convincere alcuni vecchi ad abbandonare
le loro case...”
( Intervista al Prof. Augusto Lala. “Il Mattino Illustrato”, 3 marzo 980 )